Quell’Ipnosi Spirituale che guarisce lontano lontano…

UNA STORIA BELLISSIMA : LA MIA

Ho un amico fra i più preziosi della mia vita. Si chiama Fabio Procopio. Fabio è per me un fratello immenso, eppure i suoi talenti sono così meravigliosi che se egli fosse il mio più acerrimo nemico non potrei che dir bene di lui: le sue qualità umane, professionali, spirituali sono straordinarie per chiunque lo incontri.

Sto per raccontarti una storia bellissima, e questa storia comincia con l’Ipnosi Spirituale praticata da Fabio.

Lavoro spesso con Fabio Procopio. Siamo entrambi Facilitatori e talvolta viviamo insieme delle collaborazioni molto speciali. In preparazione ai nostri lavori congiunti sono stata spesso in un setting di ipnosi con lui, con esiti più di una volta sorprendenti e travolgenti. La storia che sto per raccontarti non è la sola che mi abbia donato delle guarigioni piccole o grandi, ma è una storia del mio cuore e voglio condividerla con te che mi leggi.

LA FORZA DI UN’INTUIZIONE

“I porticcioli come questi mi danno un senso di struggimento” dissi una volta a Fabio mentre discutevamo ad un progetto di lavoro, davanti ad un piccolo porto.

“perché non ci lavoriamo in Ipnosi?” rispose lui. “Che idea bizzarra” pensai. “Non posso lavorare su ogni cosa che mi dà struggimento!”. Eppure sapevo bene che, quando Fabio dice qualcosa, quel qualcosa parte da una zona così alta e profonda che l’ultima cosa scema che puoi fare è non dargli ascolto.

Detto fatto. Passarono pochi giorni ed entrai in ipnosi sotto la sua guida. Era un’ipnosi esplorativa. Dunque non cercavamo né io né lui alcuna guarigione.

Fabio mi condusse in ipnosi davanti ad un piccolo porto, lo fece come sempre con maestria e dopo pochi attimi comparve una bambina davanti alle barche del porto, una bambina bellissima ma profondamente inquieta, che cominciò a correre a piedi scalzi. I suoi vestiti avevano una foggia antica. Correva in una strada sterrata davanti al porto e se ne allontanava. Con commozione percepivo tutto il suo smarrimento e sentivo i suoi piedi toccare quella terra arida, la sentivo ferirsi ai piedi, ma lei continuava a correre. La vidi raggiungere la fine di quella strada polverosa, là dove il mondo sembrava finire sotto i suoi piccoli piedi, e davanti a lei solo un immenso mare senza nulla all’orizzonte. Fabio intanto interagiva con me, e, come sempre avviene in una sessione di ipnosi, mi aiutava a Vedere, vedere di più, vedere davvero che quella bambina avrebbe fatto qualunque cosa pur di vedere arrivare una nave, perchè sopra quella nave c’era il suo papa’. Ma quel papà non poteva più tornare.

Fabio mi permise di consolarla. L’Ipnosi spirituale è un moto d’amore compassionevole e solo un Ipnologo attento e sensibile può trovare il modo di non indurre soluzioni che alterino le immagini, portando al contempo una consolazione infinita dentro un passato di altre vite… chissà quando vissute.

Di certo, chiunque fosse quella bambina, sarebbe rimasta sempre nel mio cuore.

Accaddero molte cose ancora in quella sessione di ipnosi.  Doveva essere una sessione  solo esplorativa e certo non potevo immaginare ciò che pochi mesi dopo mi apparve come un miracolo.

LA GUARIGIONE

Avevo un disagio fisico molto difficile da sostenere. Un disagio che mi accompagnava da sempre, fin da quando ho memoria di me. Strusciare un piede sulla terra o sulla sabbia è stato sempre per me qualcosa di terrificante. D’estate al mare non potevo toccare con i piedi la sabbia, e la poca sabbia che rimanesse sulla mia pelle, qualora tentassi, arrivava a procurarmi spesso degli svenimenti. Naturalmente avevo imparato ad aggirare il problema in molti modi. Mi dicevo che andava bene così, in fondo poteva andarmi peggio: c’è chi nasce con un dito in meno, io ero nata con questa impossibilità di toccare la terra polverosa o la sabbia con i piedi. Più di una volta avevo tentato di superare il problema, toccando la sabbia con i piedi gradatamente, ma ogni volta sconsolata mi ritrovavo a vedere che il problema era sempre più forte, così mi dicevo che in fondo non si può risolvere tutto. Avrei voluto inventare un nome, chessò… avrei potuto dire “sono affetta da allergia alla sabbia”, quanto basta per mettermi il cuore in pace. Invece, per quanto me ne facessi una ragione, nessuno poteva dare un nome a questa strana malattia, e per quanto cercassi di ignorarla mi opprimeva e spesso mi impediva il rapporto con il mare che tanto amo.

Pochi mesi dopo quella sessione di ipnosi arrivò l’estate. Non so cosa mi prese. Improvvisamente andai al mare, mi levai le scarpe e cominciai a correre sulla sabbia. Mi aspettavo di morire da un momento all’altro per l’attrito che quella sabbia, così ostile da sempre, stava creando sotto i miei piedi. Ma non accadde nulla perché miracolosamente io ero guarita!

Ero piena di meraviglia. E dentro quella meraviglia rividi improvvisamente quella bambina stupenda: non era più sulla strada sterrata, era tornata a giocare scalza in riva al mare. Il suo papà era nel suo cuore, e quindi per sempre con lei. La terra non poteva farle più alcun male.

 

Grazie Fabio

e grazie a te che hai letto fin qui la mia storia del cuore

 

Anna Ornella

 

Ah…dimenticavo: se sei interessato agli splendidi lavori di Fabio Procopio

puoi visitare il suo  sito:

www.erewhonians.com