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Astrologia Sistemica

Anche l’Astrologia Sistemica elabora lo stesso grafico natale redatto dall’Astrologia Classica. Ma le forze planetarie nei segni astrologici e le loro interazioni dinamiche con altri pianeti hanno un’importanza diversa. Questo perché i pianeti non sono più letti come gli strumenti personali con i quali la persona si adopera nella vita, ma come quegli esseri che appartengono al nostro sistema familiare. E, probabilmente, mai come in questo sistema di lettura astrologica diviene chiaro quanto gli astri non abbiano assolutamente alcuna influenza diretta su di noi, a dispetto degli astrologi catastrofisti che ci vorrebbero chiusi in casa, con porte e finestre sbarrate, quando un transito di Saturno minacci di collidere con un pianeta del nostro cielo natale.

I Principi Planetari, una volta detratti da logiche superstiziose e deterministe, possono allora risplendere in quella vera luce per la quale vale davvero la pena studiare il proprio cielo natale: la luce dell’Archetipo. È così che ci rendiamo conto di come il nostro cielo natale sia la descrizione dei nostri familiari, quali esseri incaricati di rappresentare gli archetipi divini. Poche altre discipline ci mettono in contatto tanto direttamente con il potenziale divino che c’è in noi.

Attraverso tali Principi Planetari possiamo osservare limiti e potenzialità dei componenti del nostro sistema familiare e della nostra relazione con essi. E, con le Case dell’oroscopo natale, possiamo comprendere attraverso quale momento della vita, o attraverso quale settore specifico, la relazione con quel congiunto sarà incisiva.

I luminari, Sole e Luna, sono sempre fondamentali nell’Astrologia della Personalità e vanno osservati accuratamente. Ma, in una lettura sistemica, la loro posizione è davvero in grado di sorprenderci. Il Sole, il dio Sole, è rappresentato da nostro padre, nella vita, e la dea Luna è rappresentata da nostra madre. Dunque i principi divini sono rappresentati dai nostri genitori, e non il contrario. Questo significa che, nel mio tema natale, io potrò scoprire come la relazione con i miei genitori, indicati da Sole e Luna, mi abbia aiutata ad attingere a quell’energia divina, o quali sfide mi abbia portato, affinché io, con le mie forze, potessi risvegliarla in me.

Volendo dunque fare un esempio concreto, se io sono nata sotto il segno del Leone, quindi con il Sole in Leone, questa posizione non avrà a che fare con la mia personalità, ma con la più intima richiesta di mio padre, affinché io realizzi l’energia Sole in terra. E naturalmente non ha nessuna importanza di quale segno astrologico fosse mio padre: il Sole in Leone mi parla della missione che mio padre mi ha chiesto di compiere, di ciò che per lui è di estrema importanza per permettere a tutto il sistema familiare di prosperare secondo un certo valore, per realizzare quel principio divino in terra. Nell’esempio riportato l’energia Leone può essere compresa attraverso una parola chiave: Devozione verso la Vita. Ed il motivo per il quale un nuovo arrivato in una famiglia nasca con il Sole in Leone è una ragione dell’Universo e del sistema familiare. Infatti, è altamente probabile, per rimanere nell’esempio, che, in precedenza, il padre stesso non sia stato riconosciuto o che vi siano segreti volti a celare che sia stata tradita la sacralità della vita.

L’istanza che il padre pone al figlio come richiesta è una missione eroica e luminosa.

Scrive Erich Bauer, autore di uno dei pochissimi preziosi testi in materia di Astrologia Sistemica:

“Questo vissuto è ampiamente indipendente dagli attributi del padre reale. Il mito del padre, tanto nel modo di agire del padre, quanto nel neonato, è un archetipo che è assopito in profondità nell’animo umano e che viene risvegliato attraverso il padre reale. In altre parole, solo colui che riconosce a suo padre il mito di questo essere divino riceve la forza del Padre. Questo implica che qualcuno che rifiuti suo padre respinge il proprio sole, e quindi anche che non può vivere il proprio sole, non lo possiede nel vero senso del termine”[1].

 

La Luna in un certo segno astrologico ci parla invece del messaggio che la madre offre al suo bambino e tale modello viene presto interiorizzato. La luna è un’energia che può dirci molto, riguardo alle emozioni più intime della nostra anima, e la sua posizione nel tema astrale ci parla dello specifico modo del soggetto di provare emozionalmente in sé la vita. La madre favorisce in suo figlio il contatto con la dea Luna e tale energia lo apre alle forze ricettive e sensitive.

Può essere davvero molto importante, per un adulto, entrare in contatto con la forza del messaggio inviato dalla madre nell’infanzia e di quelle meravigliose impronte che ella ha lasciato sulla sua anima, dal primo istante del concepimento e ancor prima. Molto spesso, una madre cambia radicalmente il rapporto con il proprio figlio in una sua fase più adulta. Forse questo è necessario proprio perché una reciproca distanza permette di non avere un rapporto invischiante, che non promuoverebbe lo sviluppo. Ma recuperare la grandezza del messaggio animico introiettato significa recuperare la vita stessa, attraverso il divino principio della dea Luna.

Sulla stessa base interpretativa, gli altri pianeti, sempre considerando bene i segni e le case in cui si trovano nel tema e i loro aspetti dinamici, possono darci altre preziose indicazioni. Tutte le posizioni dei parenti, che verranno tra poco indicate, avranno il potere di connetterci a quell’essenza divina che rappresentano.

Venere è rappresentata da una sorella più grande del soggetto, Marte è il fratello più grande. Mercurio ci fornisce invece interessanti dettagli su un ‘piccolo’ della famiglia, dunque un fratello più piccolo. Gli Ordini, ovvero quelle precise leggi che le Costellazioni Familiari ci invitano a riconoscere, sono totalmente identificabili in un sistema letto astrologicamente: padre e madre vengono prima dei figli, come Sole e Luna vengono prima di tutti gli altri pianeti. Anche tra fratelli esiste una gerarchia, pertanto Marte e Venere sono i fratelli maggiori, mentre Mercurio rappresenta, appunto, chi viene dopo. Quest’ultimo può anche dare indicazioni sulla persona stessa, qualora esso sia l’ultimo del sistema. Di fatto, il rapporto astrologico tra questi tre pianeti ci fornisce molti elementi circa l’interazione con i fratelli del soggetto. E può offrire un aiuto importante in caso di dispute su scelte o eredità familiari o, più semplicemente, può aiutare la persona a comprendere le vere missioni dei fratelli nel suo progetto esistenziale ed evolutivo, nonché la loro percezione e difesa della stirpe.

Uno zio o un personaggio che ha offerto buon consiglio e protezione ha il compito di manifestare la forza espansiva di Giove, grande maestro e simbolo di saggezza divina. Saturno invece è rappresentato da quell’anziano della famiglia, molto probabilmente la madre della madre, che garantisce e vigila affinché nella stirpe non avvengano soprusi, mentre l’eclettico Urano, il profondo Plutone e il metafisico Nettuno saranno incarnati nella famiglia da altri nonni o anziani. Gli appartenenti alla nostra famiglia ci connettono agli archetipi e la simbologia di questi archetipi, all’interno di un oroscopo, ci permette di guardare con nuovi occhi i nostri congiunti. Il procedimento, ovviamente, è molto più articolato di quanto fin qui descritto, ma può davvero far maturare in noi il riconoscimento di quegli anelli di congiunzione con gli archetipi, che sono gli appartenenti alla nostra famiglia.

Quasi sempre, la nostra visione piena di meraviglia viene stroncata molto presto nell’infanzia e nella nostra vicenda di vita, spesso intessuta di dolorose esperienze familiari. Afferrare il divino nei nostri congiunti può essere estremamente difficile:

“La grande delusione che deve sopportare un bambino dai quattro ai dieci anni ha a che fare con il fatto che egli si rende conto sempre di più che i genitori reali, i fratelli, e i parenti, si allontanano molto dalla vera divinità. È particolarmente doloroso per lui scoprire che il padre naturale non è un dio Sole, la madre naturale non è la dea Luna, la sorella maggiore non è Venere e il nonno non è il divino Urano. Questo confronto con l’umano e il troppo umano induce molti a credere che il divino non sia mai esistito. Essi restano attaccati a ciò che è terreno, a ciò che è umano e materiale e dimenticano il mito divino che agisce in tutti”[2].

 

Un approfondimento sistemico di questo tipo può essere di grande conforto a chi abbia vissuto significativi disagi, ma è un’indagine che in realtà offre conforto a chiunque.

Questa metodica astrologica, più di altre, sa mettere in contatto con empatia il cliente con quello schema, quel copione in base al quale tanti dolorosi eventi dovevano essere agiti per un bene rintracciabile solo nella più alta coscienza della stirpe. E se le ragioni di tale coscienza non sono così indagabili, intuirne la presenza può aiutare ad inchinarsi a quel destino comune che può essere onorato proprio dove procura più dolore.

[1] E. Bauer, Terapia familiare Astrologica, Roma, Edizioni Mediterranee, 2004, p. 57.

[2] Op. cit.

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