Lasciare andare qualcuno che abbiamo perduto è spesso una cosa molto difficile.  Talvolta storditi dal lutto non capiamo nemmeno come si possa superare quel dolore cocente.

Si dice che il tempo cancella tutto, ma forse proprio il tempo e l’oblio diventano la nostra malattia separativa, quella che non ci fa cogliere quanto sia importante la comunione con chi non è più sulla terra. Certo la Vita è più forte di tutto e dopo tanta disperazione per una separazione accade che rimuovere è il modo che troviamo per non riaccendere il senso del vuoto e la nostra disperazione.

Che senso ha un giorno come il 2 Novembre dedicato ai defunti? Serve davvero ricordare i nostri defunti e solo quel giorno?

Il 2 Novembre può essere un giorno importante per ricordarci di ricordare, che etimologicamente significa “portare di nuovo nel cuore”. Questo giorno  ci sussurra che solo mantenendo un ponte costante fra il mondo Visibile e il mondo Invisibile possiamo realmente entrare nella gioia dell’Opera Spirituale comune.

Chi ha lasciato il corpo fisico sta vivendo un intenso processo spirituale oltre la barriera del Visibile e vede ora le cose alla luce di altri occhi. Ma ha tanto bisogno di noi. Ha bisogno di sentire che ciò che ora Vede noi possiamo percepirlo e lavorare collaborando con lui perché si attui in terra la Bellezza dello Spirito.

Lasciare andare i nostri cari significa proprio cooperare con loro da Realtà distanti solo in apparenza. Significa ricordarli con il cuore traboccante di gratitudine per la strada percorsa insieme e per quella che percorreremo ancora.  Significa confidare nel processo sublime che li ha portati a concludere la loro missione sulla terra prima di noi, con la certezza e la fiducia di un reciproco sostegno non soltanto per il percorso di ognuno, ma per la Realizzazione stessa del vero più alto Bene dello Spirito.