E che anno era quel giorno che cominciai a non sentire più l’incanto della vita?
Deve pur essere accaduto in un punto preciso del tempo e dello spazio, no?

Si. Era quel giorno in cui la paura di provare gioia diventò più grande del rischio di non trovarla…. E in fondo fu così facile affermare che la felicità non era mai esistita veramente… la felicità .era come Babbo Natale: esiste fino a quando ci credi.

Fu un attimo: i colori del Mondo furono sostituiti da certezze e convinzioni falsamente rassicuranti: so tutto perfettamente già prima, così nulla può entrare che io non voglia.

Ma accidenti….che ora era?

allora forse potrebbe esserci un’ora nuova, un’ora che potrebbe essere ora, e potrebbe essere addirittura proprio in questo momento…

mi guardo intorno e mi meraviglio per la mia pelle, perché ci cadono le gocce di pioggia sopra, ma lei è impermeabile e non le fa passare, sennò a quest’ora sarei affogata. O per il mio cuore che batte anche se io non sto lì a controllarlo. Oppure potrei meravigliarmi di quanto sono buffi i miei calzini, perché se sono bucati questo non è solo un problema o un accidente, ma una cosa per cui ridere a crepapelle. O per la perfezione del naso di quel signore lì davanti a me, perché talvolta un naso può essere bello, anche se è appoggiato su una faccia piena smorfie per sembrare molto cattivi.

La Meraviglia…… la Meravigliadi quanto posso star beneanche quando sto male.

La Meraviglia di quanto sono forte come Dragonball anche se sono messa male come la piccola Fiammiferaia………
la Meraviglia per tutto ciò che avviene…
e per quello che invece non avviene, ma magari avrebbe potuto…e invece no chissà perchè… e…

e insomma che ore sono? Faccio in tempo a ricominciare a meravigliarmi per qualcosa prima che il bambino in me diventi un vecchio infermo e senza speranza?