Voglio raccontarti una storia importante. Una delle tante storie magnifiche del mondo sciamanico.

In un villaggio permaneva una grave siccità da molte settimane. I raccolti erano gravemente minacciati, e con essi il futuro della comunità di persone che là vivevano. Venne allora chiesto l’intervento di uno Sciamano del Tempo atmosferico, perché si adoperasse per far tornare la pioggia. Gli abitanti del  villaggio erano certi che avrebbe fatto rituali, danze e cerimonie per far tornare la pioggia. Ma quando il saggio arrivò chiese di ritirarsi in una casa del luogo a lui riservata. Lì rimase rinchiuso per alcuni giorni fino a quando la pioggia arrivò.

Ebbene, ciò che lo Sciamano aveva fatto era stato rimettere ordine in sé stesso. Egli sapeva che le sue disarmonie interiori erano causa dello squilibrio atmosferico che si presentava all’esterno.

Sai bene come in questo tempo di emergenza sanitaria proviamo dentro inquietudini che possono essere molto simili a ciò che provarono gli abitanti del villaggio della storia che ti ho raccontato. Forse non temiamo direttamente di perdere la vita, ma siamo spesso sopraffatti da sentimenti di grande incertezza su cosa stia realmente accadendo e cosa ne sarà del nostro futuro.

Eppure c’è una cosa che non deve sfuggirci in questo tempo: noi possiamo vederci come gli atterriti abitanti del villaggio in pericolo o come il saggio Sciamano. Come lo Sciamano possiamo essere certi che ogni manifestazione, sul piano di realtà, richiede una potente correzione di tutto ciò che non è realmente pacificato, e che quindi rimane come informazione conflittuale che ha un peso enorme nella nostra esistenza.

Perché è così importante in questo momento guarire le nostre conflittualità?

E’ la stessa metafora di ciò che sta accadendo a suggerirci la disarmonia da guarire. Prova a guardare ciò che ha portato il Corona Virus come se fosse un simbolo: dobbiamo stare lontano da tutto e da tutti. Ovvero: SEPARAZIONE. Può essere difficile trovare la correlazione interiore, ma è esattamente lo stesso senso di separazione che abbiamo agito in molti modi nella nostra vita e che ora quasi prende forma affinché possiamo vederlo.

In verità la metafora è così schiacciante che molte volte questa Pandemia, e tutte le immense conseguenze che sta generando e che genererà, è stata paragonata ad una guerra mondiale, ovvero un conflitto di proporzioni enormi.

 

Chi decide di vedersi come l’abitante del villaggio continuerà ad attendere che da fuori qualcuno venga a risolvere la situazione, magari un vaccino. Ma chi sceglie di agire con la saggezza dello Sciamano in questo momento coglierà l’importanza di ritrovare in sé stesso tutti quei rapporti passati o attuali dove non c’è pace, dove alberga rancore, risentimento, avversione, ingratitudine. Quei rapporti dove la distanza non è naturale, ma è malata, e somiglia tanto alle espressioni delle nostre distanze in questo tempo.

 

Non serve necessariamente telefonare alle persone più difficili del nostro passato  nella realtà manifesta, e talvolta neanche è possibile farlo. Ma è ora che è davvero importante contattarli interiormente, decidere di gettare le armi, inondarsi di gratitudine per le prove che possono averci portato. Consapevolizzare quanto dolore possiamo aver portato noi a loro. Quanto è stata forte la voglia di strappare la nostra ragione in nome di una verità assoluta.

L’Altro, quello che abbiamo cancellato con uno scarabocchio tempo fa, è l’apparente nemico che attende di essere onorato. Il sacrificio che karmicamente l’ha condotto ad interpretare una parte così difficile nella nostra vita è forse ciò che oggi ci permette di essere persone migliori.

Proprio ora è il tempo di riconoscergli un posto nel nostro cuore.

 

 

 

 

 

 

 

 

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